Icescream, Pulp fiction tra gli ulivi
22nd April 2010
In gara a tre concorsi internazionali negli Usa collegati agli Academy Awards. Pugliesi i due registi e lo sceneggiatore (di S.Vito dei Normanni)
Un primo piano su delle singolari scarpe rosse con il tacco e un paio di stivali da cowboy. Una ninna nanna in sottofondo di quelle che ci facevano addormentare da bambini con quel ritmo cantilenante e con quelle parole rassicuranti. Poco dopo si sentono le voci di quella donna e di quell’ uomo, di cui abbiamo visto solo i piedi e le figure sfumate: stanno parlando di un omicidio. Poi lo schermo si oscura e sempre accompagnata dalla voce della donna che canta la ninna nanna, compare una scritta: tratto da una storia vera. Poi la scritta scompare ma quella ninna nanna ora ci mette i brividi. Adesso lo spettatore è avvinto dalla curiosità: chi è stato ucciso? A chi appartengono quei piedi e quelle scarpe? E soprattutto perché su una scena del crimine qualcuno canta una ninna nanna?
Un inizio del genere che ti lascia davvero incollati alla poltrona, quello di Icescream, short film realizzato dai giovani registi pugliesi Roberto De Feo e Vito Palumbo, rispettivamente 29 e 36 anni, al loro quarto cortometraggio insieme dopo Vlora 1991, I nuovi mostri e il pluripremiato H5N1 , dalla trama apocalittica, che nel 2008 è arrivato ad aggiudicarsi il primo premio nella categoria fantascienza al Rhode Island film festival. Icescream però si differenzia molto dai loro precedenti lavori. Non solo è il più lungo (infatti con i suoi 22 minuti di durata va considerato uno “short film” più che un cortometraggio) e il più costoso (con un budget di circa 50.000 euro), ma anche il più “particolare”.É difficile infatti in un primo momento inquadrare il film in un “genere”: Horror? Pulp? Thriller? Azione? Drammatico?
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